Corso avanzato in tecniche di microchirurgia ricostruttiva

Si è svolto ad Alicante, dal 5 al 7 giugno scorso, il 7° International Dissection Course on Reconstructive Microsurgery, il corso avanzato in tecniche di microchirurgia ricostruttiva che si tiene ogni due anni in Spagna. Novità di questa edizione è che la Società Italiana di Microchirurgia, considerandolo un evento formativo di caratura internazionale aperto a chiunque, lo ha preso sotto la sua ala protettiva. Come ci ha spiegato il Dott. Ignazio Marcoccio, specialista in chirurgia della mano e microchirurgia dei nervi e organizzatore dell'evento assieme ad altri colleghi, “si è trattato di un appuntamento formativo molto importante che ha coniugato la teoria alla pratica. Dopo una sessione dedicata all’approfondimento di selezionate patologie, si è passati infatti alla sala settoria dove sono stati eseguiti alcuni interventi illustrati dai tutori agli allievi in una forma di apprendimento personalizzato (un tutor per due allievi). In questo contesto internazionale ho parlato di lesioni del nervo radiale associate alla frattura dell’omero: un argomento molto importante perché, in quanto l'approccio chirurgico è ancora discusso e dibattuto, con alcuni autori che preferiscono un approccio conservativo e altro uno poi interventistici. A riguardo, c’è tutt’ora un acceso dibattito nella comunità scientifica italiana ed internazionale. E’ stata quindi l’occasione di fornire qualche linee guida e di illustrare il piano terapeutico più appropriato. Ho parlato anche delle nuove tecniche per la rianimazione del piede ciondolante, una situazione clinica causata da una paralisi del nervo sciatico popliteo esterno (SPE) dell’arto inferiore che causa il deficit di estensione dell caviglia e delle dita. Nel 2008, a questo proposito, abbiamo pubblicato un articolo su una rivista internazionale illustrando una nuova tecnica chirurgica che oggi, soprattutto in Italia, viene impiegata moltissimo. In questo contesto è stato gratificante riscontrare l’interesse in particolare degli argentini che avevano appreso questa tecnica leggendo l’articolo ma non l’avevano mai vista eseguire dal vivo. Un’esperienza estremamente positiva di cui si faranno sicuramente promotori anche in patria”.